Restauri della chiesa di San Giovanni

Nel febbraio del 1994 la Commissione cantonali dei monumenti storici dà il benestare al progetto di restauro elaborato dall’architetto Lino Caldelari e dal pittore Silvano Gilardi, finalizzato a restituire nella sua integrità l’aspetto generale dell’apparato decorativo interno completato alla fine del XVIII secolo.

L’intervento di pulizia eseguito già nel corso dell’anno 1994 permette di riportare all’antico splendore gli affreschi della volta, tanto che l’opera di Giovanni Battista Bagutti ridiventa tanto luminosa da sembrare recente.
Acquisiscono nuova luce e bellezza anche gli stucchi eseguiti, tra gli altri, da Antonio Catenazzi, Franscesco Spinedi e Giulio Brenni, che oltre alla ripulitura sono pure oggetto di interventi di ricomposizione delle parti mancanti con colate esclusivamente di calce, senza ricorrere al cemento e alle resine.

Durante i restauri si fa anche una scoperta: scrostando l’intonaco, intaccato dall’umidità, in un angolo delle volte a padiglione, riappare una decorazione a finta architettura eseguita da Venerio Bellasio nel 1723.
I restauri costano complessivamente 1'248'435.- franchi di cui 325'000.- sono raccolti grazie alla popolazione di Mendrisio, sensibilizzata alla donazione da un apposito Comitato, e permettono di restaurare i 33 dipinti di cui è ricca la Chiesa.

Abitualmente i restauri si prolungano per anni, facendo lievitare i costi, a San Giovanni si lavora rapidamente e con ottimi risultati, tanto che nella Pasqua del 1995 la chiesa è riconsegnata al culto.
L’obiettivo di riportare la Chiesa all’aspetto in cui l’edificio venne costruito è pienamente raggiunto.
Dopo l’interno si pensa di restaurare le facciate. Due le possibili soluzioni: la più semplice prevede di rifare gli intonaci, la più complessa, ma anche interessante, consiste nel riproporre la facciata così com’era nel Settecento, quanto fu costruita la Chiesa.

Si opta per la seconda soluzione con restituzione pittorica  “in sottotono” delle cornici e delle figure nei fondi. La pallida traccia esistente viene ripresa in modo leggero e discreto permettendone comunque la lettura del soggetto pittorico.  A lavori ultimati (anno 2000) è possibile identificare le figure di San Giovanni Battista nel deserto (al centro) e attribuito a Giovann Battista Bagutti, la Beata Giuliana Falconieri (a destra) e San Filippo Benizzi (a sinistra). Il restauro della facciata permette di porre rimedio allo scrostamento dell’intonaco, ripristina in modo confacente le basi, e procede al tinteggio tramite velatura leggermente colorata, vicina all’originale.

Mendrisio, 20 gennaio 2011
Massimiliano Ortelli, presidente Consiglio Parrocchiale